Sfuocato e Ritratti

Sfuocato e i Ritratti

passion and photography bokeh sfocato profondità focale dop deep off fieldLo sfuocato, o Bokeh, è uno dei metodi più usati per isolare e dare risalto nei ritratti.

Quando cade sotto l’occhio un ritratto che non sfrutta lo sfuocato, fa fatica a separare il target soggetto della fotografia e indugia nel sperare e analizzare le scena.
Usare un piano focale per separare ed isolare il soggetto, permette di dare all’occhio una netta separazione fra ciò che è a fuoco e ciò che non lo è, quindi facilita l’equilibrio e la lettura dell’immagine.

Ritratto e Sfuocato, in questo genere di scatto il soggetto è tanto definito quanto è sfuocato lo sfondo.

Cosa vediamo in un volto?

Quando capita di scattare un ritratto e si sceglie di isolarlo dallo sfondo, si punta a mettere a fuoco il volto del soggetto, a illuminarlo in modo più deciso. Meglio ancora si mettono a fuoco quelli che sono i tratti determinanti del soggetto, quindi gli occhi e l’ovale del volto perché sono gli elementi che inconsciamente guardiamo per determinare la figura che ci viene presentata.

Che cosa serve

Le tecniche per ottenere questo risultato puntano prevalentemente ad utilizzare un apertura dell’otturatore molto ampia (numero F piccolo).
Purtroppo la media delle ottiche zoom non offrono un’apertura adatta.
Gli zoom compresi negli starter kit tipo il 18-55mm mediamente offrono un’apertura massima che, a seconda della focale, oscilla fra f:1/3.5 a 5.6. Per questo le lenti più adeguate sono quelle distanza focale fissa o alcuni zoom di fascia alta (es 70-200mm f/2.8). Le focali fisse non hanno il bonus derivante dallo zoom, ma in compenso sono molto luminose e garantiscono aberrazione cromatica minima e una definizione fantastica.

Che Obbiettivo Scegliere

Solitamente si punta sempre ad ottiche dal 50mm (*) in su. La ragione è che per quanto un ritratto fatto con un grandangolare sia simpatico, stravolte le proporzioni del volto e causa il classico effetto nasone. Ovviamente, andando troppo oltre (200mm), si ha un’effetto di appiattimento e allargamento del volto, e anche questo può non essere il nostro fine…

(*) – 50 mm riferito al formato delle macchine digitali e analogiche con taglio di sensore e/o pellicola 35mm. Va detto che oggi esistono molti modelli di digitali che hanno sensori di svariate misure. La misura di riferimento è diventata con il tempo quella del Full Frame, ovvero il 35mm.

Le ottiche che indico di seguito sono presentate nella generalità, in quanto si trovano per quasi tutte le marche di digitali e analogiche (e sono fra le mie preferite) – Misurate in mm in riferimento alle dimensioni del Full Frame.

  • Il 50 mm f:1/1.8 ottima, sempre efficace, quasi un must, offre quasi la stessa visuale dell’occhio umano, non in senso della larghezza del campo visivo ma in relazione alla deformazione della realtà che vediamo.
  • La 85 mm f:1/1.8, forse la mia ottica preferita per i ritratti (su macchine con sensore DX offre un impareggiabile 127 mm circa) non ha distorsioni ed è assolutamente pulita a definita.
  • Altre ottiche possono sono le Macro, anche di terze parti. Sebbene non siano nate per il ritratto, sono un mezzo adeguato e riutilizzabile in altro ambito. Ad esempio il Tamron 90mm f:1/2,8, che offre in più il controllo sulla vibrazione per migliorare le stabilità dell’immagine.

Esistono comunque lenti più veloci (con una maggiore luminosità), ma sarebbe il caso di capire quale budget giustifichi il risultato e soprattutto se quel risultato faccia davvero la differenza per il nostro appagamento piuttosto che garantisca uno effettivo reddito…

Le Inquadrature


Parliamo di inquadrature
. I tagli delle inquadrature nascono da diverse esigenze. Alcune sono diventate note ma un ripasso potrebbe non nuoce.
Il primo piano, è quell’inquadra sul taglio della scheda segnaletica, si inquadra la testa e ci si ferma sulle spalle.
Il mezzo primo piano, la ripresa include la testa e scende fino all’altezza della vita circa, in questo caso la fotografia bilancia la testa con il volume del tronco superiore. Questo formato può facilmente essere pensato in verticale ed in orizzontale. Sempre in questo caso si ha rilevanza per quanto riguarda il contesto dello scatto.
Il piano americano, un taglio nato dalle riprese cinematografiche, dove il soggetto era ripreso fino alle ginocchia o poco sotto. Lo scopo di questo formato di tipo cinematografico è quello di riprendere la figura e le pistole nella sfida cruciale del buono vs. cattivo.

I primi due sono i tagli più indicati per la tecnica dello sfuocato, dove l’attenzione deve cadere sul volto del soggetto.

Il Ritratto

sfuocato e ritrattoCome detto prima, questo scatto punta a mettere in risalto il volto del soggetto.
Scattare ritratti non è molto facile, ma scattare foto in grado di comunicare qualcosa, di bucare lo schermo è tutta un’altra cosa! Se è vero che sbagliando si impara, vale comunque la pena dare un’occhio alla letteratura in materia per avere un minimo di vantaggio.
Comporre la scena, gestire le luci e scattare. Lo sfuocato viene garantito dall’utilizzo di un’apertura adeguata per garantirsi di isolare il soggetto dallo sfondo e scattare, quindi la maggiore apertura offerta dell’obbiettivo.
Ma quanto va aperto il diaframma? Naturalmente in modo adeguato per regolarsi con le luci o eventualmente i flash che si usano.

Molti dei ritratti più riusciti nella storia sono spesso sovra o sotto esposti. Il motivo è quello di usare la luce per creare uno stato di aspettativa. Una delle tecniche spesso usate per i ritratti è  quella della fotografia Low Key.

E che altro?

Un’altro aspetto sta nel andare oltre l’ordinario. Amici ed amiche che facciano da modelli è un buon inizio. Ma farsi inquadrare non è proprio come posare. La prima è una cosa che si “subisce”, la seconda è un atteggiamento, un modus ponens, il modo di porsi. Per i ritratti come per scatti più evoluti, a volte può valer la pena investire per avere un certo risultato. Investire in un/a modello/a, un MUA (Make Up Artist), e magari anche un Hair Stylist.

Va ancora fatto notare un particolare. Nel mondo della fotografia gli accessori (importanti come la location) che nel quotidiano sono eccessivi, risultano essere proporzionati e adeguati. Quasi a dire che una punta di eccesso ed un po’ di stravaganza trovano una corretta connotazione.

Sfuocato e Ritratto. Traiamo le conclusioni!

Il meccanismo è abbastanza semplice, scattare a diaframma aperto al massimo o almeno quanto basta per ottenere una separazione dei livelli. La tecnica richiede solo un po’ di mano, quindi direi che sia un esperimento percorribile senza troppi sforzi.

Scattare con un’ampia apertura permette di avere una profondità ridotta di messa a fuoco, e tutto quello che ne è escluso appare sfuocato. Un ulteriore vantaggio sono i tempi ridotti, che quindi possono favorire immagini ferme.

Va inoltre notato che se si scatta a piena apertura in ambienti molto luminosi e/o assolati, la macchina deve poter offrire anche tempi di 1/8000 di secondo altrimenti lo scatto rischia di essere sovraesposto.

Nel Medio Formato

Nella fotografia di medio formato, per intendersi quella delle macchine tipo Hasselblad, Rolleyflex o Mamiya e tante altre, un’apertura di f:1/2.8 è decisamente lo standard.
Sono macchine che scattano su pellicola 120, di solito su aree che vanno da 6×4,5 cm a salire, fino anche a valori come 6×9 cm. Nell’ambito digitale si trovano formati come 6×4,5 e 6×6. Ovviamente fra Medio Formato e 35mm (o full frame o anche fx) e fra FX e altri formati inferiori esistono tabelle di conversione (noto come fattore di crop).

Dimensione Sensore/Pellicola 6×9 6×6 6×4,5 35mm dx Micro 4/3
Crop rispetto al 35mm 0,43 0,55 0,62 1 1,5 2
50mm su una FX corrisponde a 21,5mm 27,5mm 31mm 50mm 75mm 100mm
85mm su una FX corrisponde a 36,mm 46,7mm 52,7mm 85mm 127mm 170mm

Con la pellicola, come con i sensori ad alta definizione, i risultati sono di ottima qualità. Proprio nell’uso di queste soluzioni, vale maggiormente la pena di puntare ad un set up più evoluto, con tanto di MUA e Hair Stylist, senza contare un buon investimento in luci adeguate e l’uso di un buon esposimetro.

La tecnica del ritratto rimane uguale, quindi per ottenere dei soggetti isolati dallo sfondo usando lo sfuocato si lavora sempre alla massima apertura di diaframma.

Ringraziamenti

Uno speciale grazie a Martina Tosi per l’aiuto che mi ha offerto posando per questi splendidi ritratti.

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