Gestire i colori e capire gli abbinamenti

Gestire i colori, e quindi usare in modo appropriato la ruota cromatica, permette di impostare abbinamenti in modo soddisfacente e capace di attirare l’attenzione. Capire come creare e dirigere l’attenzione in modo proficuo è un must per ottenere nella fotografia a colori e anche nelle arti grafiche in generale il massimo.

Gestire i colori e capire gli abbinamenti

Cominciamo con valutare alcuni aspetti fondamentali sulla tecnica del colore.

Perché è importante capire i colori?

Se il colore è usato correttamente porta lo sguardo dell’osservatore a percepire cosa è importante e cosa il fotografo vuole fare percepire e apparire.
Di converso una composizione cromatica errata distrae lo spettatore fino a rendere l’immagine spiacevole o fastidiosa.

Per capire in rapidità se una relazione cromatica funziona basta comparare l’immagine originale con la stessa in toni di grigio.
Un’altro aspetto che i colori possono trasmettere è legato all’emotività. Colori molto saturi e vibranti trasmettono emozioni vivide, mentre colori con luminosità ridotta tendono di sicuro a suscitare sentimenti più introversi.
Ma cosa si intende per Saturo e Luminoso?

Saturazione e Luminosità

La saturazione indica quanto intenso è il colore, da un colore acceso ad un pallido, mentre il valore indica quanto è luminoso il colore. L’immagine di seguito presenta nella prima riga la saturazione e nella seconda la luminosità.

Armonie e Contrasti

Ci sono e si vedono tutti i giorni i colori del mondo che ci circonda, siamo immersi nel colore.
Colori in tutte le combinazioni possibili, eppure alcuni abbinamenti ci colpiscono più di altri, perché?
Prendiamo in considerazione un colore qualsiasi e cerchiamo di capire quali possono essere i suoi eleggibili vicini.

Nell’immagine successiva ho elaborato diverse forme di abbinamento ad un oggetto di colore rosso.

In natura i colori hanno un motivo preciso. Perché?
In primo luogo per essere appunto visibili (fiori e frutti) piuttosto che essere pressoché invisibili (mimetismo).

  • Emergere: insetti e fiori ad essere evidenti, sia per la necessità di essere riconosciuti che per il bisogno di essere capiti. Gli insetti che hanno macchie o righe gialle dichiarano la loro pericolosità, e i fiori devono essere visibili per gli insetti come i frutti per gli animali.
  • Il Mimetismo: i cuccioli di varie specie invece hanno il manto maculato che richiama i colori del loro habitat, per non essere visti e quindi non essere prede.

Monocromia

Sembra difficile ma moltissime immagini che hanno fatto la storia della fotografia sono monotone.
Per scelta (oggigiorno) e per mancanza di alternative (in passato) il bianco e nero, ovvero la scala grigia, come le tinte seppia, hanno fatto storia e ancora oggi nella comunicazione pubblicitaria si sfruttano molti di questi meccanismi.

Se è vero che operando con una scala monotona o monocromatica si punta ad accentuare le differenze con luce e ombre e con in contrasti per dare spessore alle nostre immagini o fotografie, è anche vero che abbinare colori quando la fotografia non è monocromatica, è di fondamentale importanza per comunicare con lo spettatore.

Per ovviare a questa difficoltà è stata creata la ruota cromatica dei colori. Questa ruota è la rappresentazione dei colori, e del loro trasformarsi in altri.

Ma come facciamo a vedere i colori?

Per capire i colori dobbiamo cominciare a capire come funziona l’occhio umano e come fa a distinguere i colori.
La retina è composta di fotorecettori, i CONI e i BASTONCELLI. I primi permettono la distinzione fra i colori, i secondi permettono la visione in caso di scarsa luminosità e non distinguono i colori.
Sono entrambe fotorecettori, ovvero cellule capaci di produrre un impulso di energia in relazione alla luce che li sollecita (quindi ci si riferisce alla luce visibile che viene rifranta e riflessa dal mondo che ci circonda).

La luce visibile è una gamma limitata dello spettro luminoso naturale. Cioè quella piccola parte dello spettro che sappiamo distinguere grazie appunto ai coni e ai bastoncelli.

Parliamo di Colore.

Torniamo a scuola!
Per definizione (e quindi per una scelta fatta in passato e assunta come vera) si sono definiti 3 colori primariRGB per la luce (rosso, verde e blu), e usa un sistema detto Additivo, e CMY per i colori (ciano magenta e giallo) e usa un sistema Sottrattivo.

Come ci hanno insegnato, mescolando questi colori in diverse quantità si ottengono tutti gli altri colori. Attenzione a non fare confusione fra luci e colori. Mescolare colori e mescolare luci colorate non è la stessa cosa. La somma dei colori rosso verde e blu in parti uguali su un foglio bianco genera il colore nero, la somma delle stesse tre tonalità di luce genera il colore bianco!

Ci sono poi colori definiti secondari, ovvero data una coppia di primari e miscelati al 50% ciascuno, si ottiene il loro colore secondario. Quindi mescolando due colori non opposti (colori uno il negativo dell’altro), si ottiene sempre un colore secondario.

 

 

La Ruota Cromatica

La ruota cromatica è il principale metodo per gestire i colori. Le codifiche cromatiche dividono qualsiasi colore in un mix di tre colori. Le codifiche RGB o CMY sono le più diffuse.

Ma a cosa serve questa rappresentazione?

Questo schema permette di individuare e gestire una serie di abbinamenti e di associazioni il cui accostarsi o allontanarsi garantisce una resa efficace del colore primario.

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