Il Triangolo Fotografico

Domare e controllare la luce permette ai fotografi di far emergere qualsiasi risultato da uno scatto, ma come ci si deve comportare per determinare la corretta esposizione? Come e cosa scegliere fra ISO, apertura f e tempi?

Il Triangolo Fotografico

Nel mondo della fotografia analogica e della pellicola (soprattutto quello di ampia diffusione, il 35mm) la sensibilità ISO era determinate e invariabile per ogni rullino che si caricava. Quindi, data una scena con una quantità K di luce, e una pellicola caricata ad ISO X, si hanno due parametri in relazione inversa e determina la relazione tempo di scatto/apertura f.

Oggi le cose sono invece diverse!

Con le digitali, quando si esce dal meccanismo di scatto assistito (automatico), si scopre un mondo incerto e fatto di un sacco di combinazioni che possono lasciare perplesso il fotografo.

In ambito fotografico si parla di triangolo fotografico o triangolo dell’esposizione quando si analizza una scena per determinare quale risultato ottenere utilizzando i parametri ISO, Apertura e Tempo di posa o di scatto.

Cerchiamo di fare chiarezza e capire cosa si intende!

Quando si effettua uno scatto l’unico elemento noto è la quantità di luce che pervade la scena, tutti gli altri elementi (ISO, Apertura f e tempi) sono variabili e sono in stretta relazione fra loro.

  • Il tempo di scatto, ovvero il tempo che intercorre fra l’apertura e la chiusura dell’otturatore è quello che determina la durata dell’esposizione;
  • la sensibilità ISO definisce quanta luce il sensore legge;
  • mentre l’apertura dell’obbiettivo limita il flusso di luce che passa a illuminare il sensore.

Da questo breve sunto si definisce il triangolo dell’esposizione, che relaziona questi tre elementi con la luce disponibile.

Fino a qui nulla di strano e comunque è ancora tutto indefinito, quindi diamo una rappresentazione grafica al triangolo fotografico.

il triangolo dell'esposizione

Analizzando questa figura possiamo dire che tutti i punti all’interno del triangolo determinano una soluzione X ad una quantità K di luce in una certa scena, con X data dalla tripletta (ISO, Apertura e Tempi di scatto). Questo comporta la definizione di alcune relazione e di conseguenza.
Nello spostarci verso uno dei vertici, ci si allontana dagli altri.

Proviamo a descrivere delle scene da immortalare

Analizziamo una scelta adatta ad una partita di tennis

  1. La luce – la partita si tiene circa a mezzogiorno o comunque su un campo ampiamente illuminato
  2. I giocatori e la pallina si muovono in continuazione, la loro posizione non è una costante, non sono mai fermi nello stesso posto e con la stessa posa
  3. Noi disponiamo (anche solo persa in affitto per l’occasione) di una digitale, con magari un’ottica 70-200mm con apertura massima di f/2.8

Come ci regoliamo?

Iso medio, apertura a livello medio per avere il vantaggio dell’iper focale e tempi adatti di conseguenza a congelare la scena.
Ipotizziamo dei valori, f/2.8-4, iso fra 200 e 800, a seconda delle caratteristiche della macchina, tempi di esposizione fra 1/1000 e 1/2000 di secondo.
Ora vediamo di valutare queste scelte.

Una apertura di f/2.8 fino a 5.6 offre una discreta iper focale, sufficiente per catturare una persona, soprattutto se si trova a diciamo una decina di metri di distanza e permette comunque di isolare il soggetto dallo sfondo.

I tempi di scatto fra 1/1000 e 1/2000 di secondo sono adatti a congelare movimenti veloci, quindi ottimi per fermare il colpo di  racchetta o un rimbalzo infingardo.

La sensibilità ISO, di valore fra 200 e 800 permette di avere un sensore reattivo con la poca luce che filtra con le condizioni di apertura e tempi.

Nella fotografia sportiva si sacrifica spesso la pulizia dell’immagine aumentando gli uso ma si compensa con la “cattura” dell’attimo. Se scattassimo a ISO 100, i tempi arriverebbero massimo a 1/1000 e rischieremmo di avere dei momenti non precisi. Per vedere un’esempio, indico un’immagine dal sito 500px, ma se ne possono trovare tante altre senza problemi!

Nel triangolo fotografico, ci troveremo quindi in un punto definito dalla terna ad esempio (ISO 200, t=1/1000, f/3.5).

Foto di Matrimonio

In questo tipo di scatto si vuole che non ci sia nessun rumore a deteriorare l’immagine, quindi per scelta si scatta con iso ai minimi offerta dalla propria digitale. Spesso le foto non sono di “momenti spontanei”, quindi spesso si fa uso di pannelli riflettenti, di luci e flash per riempire o separare i soggetti dalla scena. Quindi ipotizziamo di essere nella seguente situazione:

  1. giornata piacevole, mezza stagione, forse autunno o primavera
  2. soggetti vestiti e truccati e disposti quasi a “posare”
  3. una buona digitale, una lente 24-70mm e/o una 70-200 entrambe a f/2.8
  4. un’assistente o quanto meno uno stativo con un flash ed uno con un pannello riflettente

Come ci organizziamo?

Abbiamo detto ISO al minimo o anche meno! Quindi ISO 100, nessun rumore o quasi!
In linea di massima dobbiamo prendere in considerazione due fattori. Vogliamo separare gli sposi dallo sfondo (apertura massima, f/2.8 ad esempio) o vogliamo poter rendere tutto definito e quindi contestualizzare la coppia con l’ambiente che li circonda (In questo caso si usa da f/8 a f/16)?

A questo punto, il tempo di scatto sarà conseguenza della quantità di luce. Se usiamo un flash e abbiamo la possibilità si lavora in HSS (HyperSpeedSync) altrimenti a tempi adeguati, tipo 1/200-1/320 di secondo, a seconda dei limiti della nostra digitale.

Nel triangolo fotografico questo tipo di scatto può essere indicato dalle seguenti terne (ISO 100, t=1/200, f/2.8) o anche (ISO 125, t=1/320, f/13) a seconda del contesto e dei supporti.

Un’esempio di questo modo di procedere potete trovarlo su 500px.com con questo link.

In conclusione

Come illustrato, in questi due casi, il risultato che vogliamo ottenere determina il tipo di approccio che dobbiamo scegliere, e proprio in quest’ottica ci viene in contro l’astrazione del triangolo fotografico.

Quindi a seconda del tipo di luce (sia essa solare o artificiale) e il risultato che ci si prefigga, il triangolo fotografico determina come e dove posizionarsi per ottenere quel risultato.

 

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